
Introduzione
Dal 24 agosto al 29 settembre 2019, Soncino ha celebrato la sua X Biennale di Soncino, “A Marco”, un’edizione speciale che ha segnato il decennale della manifestazione, con la partecipazione di circa 80 artisti da tutto il mondo.

Le sedi espositive
Le opere hanno abitato la Rocca Sforzesca, l’Ex Filanda Meroni, il Museo della Stampa, Piazza Piero Manzoni, Piazza del Comune e il Portico Rosso; parte del percorso si è diramato anche nei palazzi storici e nelle attività del centro. In parallelo, la Biennale ha presentato e attivato il MACBUS – Museo Arte Contemporanea Bosco Urbano, pensato come spazio permanente a cielo aperto.

L’edizione 2019
Nessun tema imposto: scultura, installazioni site-specific, fotografia, video, pittura e pratiche ibride hanno tessuto un percorso esperienziale tra cortili, sale storiche e spazi urbani. L’incontro fra antico e contemporaneo è diventato linguaggio: l’architettura ha fatto da cassa di risonanza alle ricerche degli artisti.

Momenti e simboli
Questa edizione è stata ricordata anche per:
La presenza dell’iconica “Merda d’artista” di Piero Manzoni, che ha riacceso il dibattito sul significato dell’arte contemporanea.
Gli omaggi a figure come Roger Webber e Pippa Bacca, artista che ha portato avanti la celebre performance “Spose in viaggio”.
La creazione del MACBUS, che ancora oggi consente ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva tra arte e natura.
Conclusione
L’edizione 2019 della Biennale “A Marco” ha rappresentato un momento di svolta e continuità: da un lato la celebrazione di un percorso ventennale, dall’altro la nascita di nuovi progetti destinati a durare nel tempo, come il Museo diffuso nel Bosco Urbano.
Un evento che ha confermato la forza della Biennale nel rigenerare il borgo di Soncino, trasformandolo in un laboratorio culturale di respiro internazionale.






